La sostenibilità si sta affermando sempre più come un fattore determinante per la solidità e la competitività delle imprese.

Secondo l’ultima analisi di CRIF, nel 2024 oltre il 70% delle grandi imprese italiane rientra nelle classi più elevate di adeguatezza ESG, con un miglioramento significativo rispetto agli anni precedenti. Anche tra le PMI si registra un progresso costante, segnale di una crescente integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance nei modelli di business.

I dati evidenziano inoltre una forte correlazione tra buone performance ESG e minore rischiosità finanziaria: le imprese più sostenibili beneficiano di condizioni di accesso al credito più favorevoli e presentano tassi di default sensibilmente inferiori rispetto alla media. Un trend che conferma come la sostenibilità sia ormai un elemento centrale anche nelle valutazioni del sistema bancario.

In questo scenario, la rendicontazione non finanziaria e l’adeguamento alle nuove normative europee rappresentano leve strategiche per rafforzare trasparenza, affidabilità e crescita nel lungo periodo.

Alcuni settori industriali si distinguono già per dinamismo e capacità di adattamento, mentre altri sono chiamati ad affrontare un percorso di trasformazione più complesso.

Per le imprese diventa quindi indispensabile integrare la sostenibilità nella strategia aziendale, avviando un percorso ormai imprescindibile per affrontare le sfide del mercato.